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Giulio Roberti


Cenni Biografici
La "Missa in honorem Sancti Laurenti"
Catalogo delle opere musicali
Catalogo degli scritti teorici



Cenni Biografici

Giulio Roberti nacque a Barge (Cuneo) il 14 novembre 1823 da una famiglia appartenente all’agiata ed illuminata borghesia piemontese. Per volere dei parenti studiò Giurisprudenza, laureandosi in Legge, ma ben presto scelse di dedicarsi totalmente alla musica. Sotto la guida del M° Luigi Felice Rossi si diplomò in Composizione alla Scuola dell’Accademia Filarmonica di Torino (l’attuale Conservatorio), prestando particolare cura allo studio della musica antica e del canto corale.

Esordì come compositore drammatico nell’autunno del 1849 al Teatro Carignano di Torino con l’opera Piero de’Medici. Recatosi in Francia in cerca di fortuna, dal 1850 al 1858 risiedé a Parigi, dove scrisse la maggior parte della sua musica da camera e fece eseguire alcune delle sue composizioni in concerti pubblici e dove, nel 1855, sposò Marguerite Gaume,pittrice ufficiale del Louvre, dalla quale ebbe due figli: Maddalena, pianista e cantante, e Giuseppe, storiografo.

Lasciò Parigi nel 1858 per recarsi a Torino, alla prima rappresentazione al Teatro Vittorio Emanuele della sua seconda opera Petrarca alla corte d’amore, che, forse a causa del debole libretto, non riscosse lo stesso favore della prima. Sfiduciato da questo cattivo esito, accantonò la musica per un po’ e si impiegò come traduttore (conosceva benissimo, oltre all’italiano, il francese, l’inglese e il tedesco) presso il Consiglio d’Amministrazione delle Ferrovie romane. Nel frattempo, l’accoglienza favorevole a Londra del suo capolavoro, la Messa in mi minore (1863), l’invito a farla eseguire in altre città del Regno Unito ed il successo di questo lavoro determinarono il ritorno di Roberti al mondo della musica. Infatti, pure mantenendo come base Parigi, prese a recarsi frequentemente a Londra, ove pubblicò, per lo più presso l’editore Novello, molte composizioni sacre, corali e da camera. Nel 1866 si stabilì, chiamatovi dal sindaco della città, a Firenze “ove cominciò, puossi dire, la vita sua più proficua per l’arte, poiché […] egli riescì a fondare quanto non s’era mai fondato in Italia prima di lui, almeno con così ampie proporzioni, scuole ed esercitazioni corali” [1]. Fondò, infatti, scuole di canto corale per ragazzi e per adulti, la più importante delle quali fu chiamata “Armonia vocale”, ed una rivista musicale sotto il medesimo titolo. Nel 1873 venne eletto presidente del Regio Istituto Musicale di Firenze e chiamato a dirigere la cappella privata di culto ortodosso del principe Demidoff, nel palazzo di S. Donato, presso Firenze.

La fama di Roberti, però, sembrava essere maggiore all’estero che in patria: nel 1875, infatti, venne chiamato a rappresentare l’Italia nei concorsi di canto delle città di Malines e di Gand (Belgio), e a presiedere la commissione esaminatrice del Conservatorio di Lovanio (sempre in Belgio). Al Concorso Internazionale di Ginevra per Società Corali e Bande, nel 1882, fu il solo membro italiano della giuria. Anche il Ministero Italiano della Pubblica Istruzione lo nominò, nel 1888, a far parte di una commissione incaricata di formulare un progetto per la riforma dell’insegnamento musicale popolare, nella quale Roberti ebbe per colleghi Antonio Bazzini, Filippo Marchetti, Piero Platania e Arrigo Boito.

Nel 1878, dopo un tour artistico in Germania, dove poté osservare l’organizzazione delle istituzioni corali ed i metodi di insegnamento, venne chiamato a Torino per raccogliere l’eredità di Stefano Tempia [2], sia per la direzione dell’insegnamento del canto corale nelle scuole elementari della città, sia come suo successore, nel 1879, alla guida dell’Accademia di Canto Corale che prese il nome dal suo fondatore. Dal 1878 al 1891, con l’Accademia Stefano Tempia, tenne ben 73 concerti per i quali scrisse personalmente tutti i programmi, in cui figuravano cenni biografici e critici sugli autori delle composizioni eseguite. Tra l’altro, fu il primo ad eseguire in Italia il Giuda Maccabeo di Haendel e diresse la prima esecuzione, a Torino, della Nona Sinfonia di Beethoven.Si spense a Torino il 14 febbraio 1891, tornato da poco da un viaggio a Lipsia.


Nota 1.  Da V. DI MARMORITO, Giulio Roberti, Firenze, pag. 6
Nota 2.  (Racconigi, Cuneo, 1832 – Torino, 1878)

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La "Missa in honorem Sancti Laurenti"

Le due versioni
Come si evince dal catalogo delle opere, allo stato attuale delle ricerche, siamo in possesso di due differenti versioni della Missa in honorem Sancti Laurentii. La prima è una versione a stampa, per quattro voci ineguali, edita a Milano. La seconda, di recente ritrovamento, è manoscritta e sembra essere una trascrizione rivista e rimeditata di quella a stampa per quattro voci pari maschili. I “sembra” e i “pare” sono d’obbligo, però, nel disquisire sulle due versioni. Nessuna delle due è , infatti, datata, la qual cosa, se è idealmente accettabile per il manoscritto, pare strana per la copia a stampa; purtroppo, però, sembra essere una prassi del tempo non riportare la data di pubblicazione né sul frontespizio né in nessun altro luogo dell’opera, quindi risalire all’anno esatto ci è risultato praticamente impossibile, anche avvalendoci del numero di lastra. Individuato, dunque, il problema della datazione come fondamentale, non possiamo che limitarci a formulare ipotesi e fare in modo che siano suffragate da quanti più indizi esterni (trovati qua e là in documenti, lettere, scritti teorici) ed interni (le partiture stesse) è possibile. Il primo scoglio da affrontare è stabilire quale delle due sia precedente. Anche se la logica consequenzialità porterebbe a pensare che il manoscritto debba venir prima della versione a stampa e che le differenze che corrono fra i due spartiti siano dovute ad una rielaborazione e ad un perfezionamento dal manoscritto grezzo alla stampa più accuratamente cesellata, noi pensiamo che l’ipotesi da preferire sia un’altra. Partendo dall’analisi musicale, non possiamo evitare di notare come le discrepanze tra manoscritto e stampa non siano semplici correzioni o aggiustamenti, ma che, a volte, nel manoscritto, si trovino pagine intere di musica di cui, nella versione a stampa, non c’è traccia. Questo succede nel Gloria, dove, sull’Amen finale, il Roberti costruisce tre pagine su un tema imitato, e nel Credo, dove usa un procedimento analogo sulle parole che chiudono il brano “et vitam venturi seculi, Amen”. Queste aggiunte contribuiscono a rendere la Missa più articolata, più complessa, ma anche più interessante dal punto di vista armonico e compositivo. Almeno nel caso del Gloria, poi, l’autore sembra aver voluto, per così dire, “riscattarsi” da un finale un po’ banale e non troppo felice per le deboli concatenazioni degli accordi usate (per esempio a batt. 64 e 143 fa seguire ad un accordo di tonica in quarta e sesta un altro accordo di tonica in stato fondamentale, omettendo il passaggio per la dominante che, soprattutto in cadenza, sarebbe buona norma usare). Tutti questi indizi interni fanno sembrare quantomeno improbabile che l’autore, una volta composta la messa manoscritta, decidesse, al momento della pubblicazione, di rimaneggiarla togliendole quegli elementi pregevoli ed interessanti che erano presenti nel manoscritto. Ci pare più verisimile l’ipotesi secondo cui, composta negli anni giovanili, la messa sarebbe stata ripresa, forse per necessità pratiche, alcuni anni più tardi, e sarebbe stata arricchita dalla maggior esperienza e maturità artistica del Roberti. Anche su una conclusione apparentemente lineare e coerente come questa, però, potrebbero esserci delle ombre, spiegabili, tuttavia, azzardando ipotesi di chiarimento il più verosimili possibile, ma, certo, non provate e difficilmente accertabili.

La datazione della composizione
Indizi esterni sembrano assicurare che la versione manoscritta debba essere legata al periodo in cui il Roberti visse e lavorò a Firenze, cioè agli anni che vanno dal 1866 al 1878, salvo brevi interruzioni dovute a viaggi all’estero (più volte fu chiamato a partecipare come membro della giuria a concorsi internazionali). A Firenze fondò, infatti, nel 1869 una Scuola Gratuita di Canto Corale per gli alunni della Pia Casa del Lavoro (che era, poi, la Casa Circondariale di Firenze) e tenne un corso, pure gratuito, di lezioni serali per adulti che avevano luogo a casa sua. Sotto la sua guida entrambi i gruppi migliorarono notevolmente, come egli stesso scrive in una lettera del 1875 a Filippo Filippi: “I progressi nelle due scuole furono talmente soddisfacenti che, nel maggio 1870, potei far sentire pubblicamente, in un concerto a benefizio della Pia Casa di Lavoro, i giovinetti e gli adulti riuniti”. Per gli ottimi risultati ottenuti, gli venne affidata dal sindaco, la direzione didattica delle scuole di canto corale municipali. Da allora, animato da una vera passione per la musica d’assieme, istituì corpi corali in varie scuole fiorentine e, nel 1872, fondò un’associazione chiamata “Armonia vocale”, modellata sulle società corali tedesche. Ci racconta egli stesso, sempre nella sopracitata lettera al Filippi: “Le mie molteplici cure non m’impedirono mai di continuare le due mie scuole gratutite, quella cioè della Pia Casa del Lavoro ed il corso serale attualmente diventato Società Armonia Vocale, composta di giovani dai 19 ai 35 anni, appartenenti a diversi ceti, ma tutti eguali dinanzi all’arte”. Si era sempre creduto che il manoscritto per sole voci maschili fosse stato redatto dal Roberti per i giovani della Casa Circondariale fiorentina; partendo da questo presupposto, ci si domandava perché non limitarsi a trascrivere così com’era la versione “ più semplice” a stampa, ma complicarla di proposito per proporla a ragazzi non solo non preparati musicalmente, ma anche con presumibilmente gravi problemi caratteriali e comportamentali. A questo proposito, si era pensato alle ipotesi più diverse e fantasiose: che, per esempio, fossero i secondini o comunque il personale di sorveglianza a cantare, magari per animare particolari ricorrenze o festività (magari la festa del santo a cui, chissà, era dedicata la cappella della Pia Casa), e si faceva il raffronto con l’aneddoto che vede Elgar comporre musica per un manicomio e istruire gli infermieri perché la suonassero, allietando, per un giorno, la degenza dei malati [3]. Invece, proprio tra le righe della lettera al Filippi, forse lo stesso Roberti ci fornisce un indizio per arrivare alla soluzione; parlando ancora dell’Armonia Vocale dice: “Questi ultimi si distinsero già più volte in pubblico, eseguendo vari cori senza accompagnamento per quattro voci di tenori e bassi, di Mendelssohn, Abt, Kreutzer, ecc. ed uniti ai soprani e contralti della Pia Casa di Lavoro, cantarono nel tempio di Santa Croce, una mia messa a quattro parti reali con grande orchestra, stata da me scritta e pubblicata a Londra [si tratta della Messa in mi m]”. E’ vero che non ci dice esplicitamente nulla della Missa in honorem Sancti Laurentii, ma ci fornisce importanti informazioni quali il fatto che l’Armonia Vocale era formata da soli uomini e che i ragazzi della Pia Casa probabilmente non avevano più di 13 o 14 anni e, dunque, cantando con voce bianca, si vedevano affidate le parti che, in un coro misto, sarebbero andate alle donne. In questo modo i tutti i tasselli trovano il loro posto. Il manoscritto può permettersi di essere reso più complesso ed interessante, data la preparazione, seguita personalmente ed amorevolmente dal Roberti, del gruppo cui era destinato, l’Armonia Vocale. Per tornare, invece, alla versione a stampa, una fonte poco “ortodossa”, ma, a nostro parere, degna di fiducia, se non altro perché è l’unica che abbiamo, attesta come data di composizione il 1853. Elemento a suffragio di questa supposizione si trova ancora nelle “Pagine di buona fede”(che già contenevano la lettera al Filippi), in cui Roberti parla di aver fatto eseguire una sua messa a quattro voci “in una delle primarie chiese di Parigi, St. Vincent de Paul”. Potrebbe verosimilmente trattarsi della Missa in honorem Sancti Laurentii, che, però, per essere cantata nel periodo in cui il Roberti risiedette a Parigi (dal 1850 al 1858), quantomeno avrebbe dovuto…essere scritta!


Nota 3.  Eric Blum, La Nuova Inghilterra, Nuova Italia, Firenze, 1966, pag. 189

La datazione della pubblicazione
Sulla data di pubblicazione, invece, possiamo indicare, con discreta sicurezza, se non l’anno, almeno il periodo. Partendo dalle informazioni che troviamo sul frontespizio della Missa e che riportano il nome e l’indirizzo della casa editrice di Milano presso la quale avvenne la pubblicazione, siamo in grado circoscrivere entro un lasso di tempo relativamente breve gli anni che più probabilmente ne videro l’edizione. La casa editrice Calcografia “Musica Sacra” (detta anche Calcografica) fu attiva, a Milano, dal 1877 al 1902 [4]; il direttore, Guerrino Amelli, si adoperava per promuovere la pubblicazione, dunque la diffusione, della musica sacra, antica e contemporanea, soprattutto se legata agli ambienti del movimento ceciliano (con cui il pensiero di Roberti, almeno in linea teorica, aveva più di un’affinità). Sappiamo, inoltre, di un cambiamento di indirizzo della suddetta casa editrice: se dall’apertura al 1884 essa rimase al numero 1 di via S. Sofia, in seguito venne spostata al numero 7 della stessa via. La notizia parrebbe irrilevante se, sulla prima pagina della Missa in honorem Sancti Laurentii, non fosse indicato, come recapito, proprio il numero 1; tale informazione induce ad affermare che la pubblicazione debba necessariamente essere avvenuta non prima del 1877 e non dopo il 1884. Finalmente riconosciuto anche in Italia quale didatta innovativo e direttore affermato, Roberti avrebbe, dunque, potuto far pubblicare uno dei suoi lavori più riusciti, per quanto composto agli inizi della sua carriera, quasi costituisse, per lui, una rivincita. Avrebbe anche avuto modo, vuoi per scelta vuoi per esigenze contingenti, di ripensarlo e ritoccarlo, trasformandolo nello spartito per sole voci maschili e di decidere di dare comunque alle stampe la versione originaria, più semplice, forse perché ritenuta più consona ad essere fruita da un vasto pubblico, fatto per lo più di dilettanti ed amatori.

Esecuzioni
Gettato un bagliore di luce sul mistero delle due versioni della "Missa", riportiamo di seguito l’elenco delle esecuzioni attestate della stessa che sono una completa a Firenze e sette parziali a Torino; nel dettaglio [5]:

  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 24/11/1890: Qui tollis e Agnus Dei
  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 21/12/1890: Kyrie
  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 6/12/1891: Kyrie
  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 2/12/1894: Sanctus
  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 4/12/1894: Agnus Dei
  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 4/6/1913: Kyrie
  •     Torino, Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, 29/11/1913: Kyrie
  •     Firenze, Chiesa di Badia (senza data): Missa in honorem Sancti Laurentii, esecuzione integrale (forse versione per sole voci maschili?); interpreta la Società Armonia Vocale: fonte: un quotidiano di cui non compaiono indicazioni nel documento.

Recentemente il Coro Incontrocanto di Torino, diretto dal Mº Pietro Mussino, si è fatto promotore di una riscoperta delle opere di Giulio Roberti ed ha scelto di eseguire, per cominciare, proprio brani della Missa in honorem Sancti Laurentii; nel dettaglio:
  •     Torino, Cappella dell’antico Ospedale S. Giovanni, 11/12/2003: Kyrie e Agnus Dei
  •     Torino, Chiesa parrocchiale di Pozzo Strada, 17/1/2004: Kyrie e Agnus Dei
  •     Torino, Chiesa di S. Alfonso, 3/4/2004: Kyrie, Credo, Agnus Dei
  •     Rivalta (To), chiesa dei SS. Pietro e Andrea, 4/4/2004: Kyrie, Credo, Agnus Dei
  •     Savona, 15/5/2004: Kyrie, Credo, Agnus Dei
  •     Torino, Università del Studi, 10/7/2004: Agnus Dei versione a voci pari e a voci dispari
  •     Torino, chiesa di S. Gaetano, 4/12/2004: Kyrie, Credo, Sanctus, Agnus Dei
  •     Torino, chiesa di S. Carlo, 10/12/2004: Kyrie, Credo, Sanctus, Agnus Dei
  •     Torino, chiesa di S. Cristina, 17/4/2005: esecuzione completa
  •     Budakeszi (Budapest, Ungheria), Budakeszi Református Gyülekezet Határainkon Túl Élo     Magyarok Emléktemploma, 23/4/2005: esecuzione completa
  •     Pianezza (To), Chiesa del Gesù, 13/5/2005: esecuzione completa
  •     Torino, Tempio Valdese, 5/6/2005: esecuzione completa
  •     Torino, chiesa di S. Antonio da Padova, 18/9/2006: esecuzione completa
  •     Torino, chiesa di S. Lorenzo, 24/9/2006: Kyrie, Gloria, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei

Nota 4.  cfr. Dizionario degli editori musicali italiani (1750 – 1930), a cura di Bianca Maria Antolini, Pisa, ETS, 2000
Nota 5.  Per tutte le attestazioni delle esecuzioni parziali di Torino, la fonte sono i programmi di sala dei concerti, in Ennio Bassi, Stefano Tempia e la sua Accademia di Canto Corale, Centro Studi Piemontesi. Fondo “Carlo Felice Bona”, Torino, 1984, pag. 154 e 155.

La critica
Riportiamo alcuni commenti alla Missa, fatti da contemporanei dell’autore, a testimonianza del favore con cui fu accolta: “E tra codeste composizioni [l’autore sta descrivendo lo stile delle composizioni sacre del R.], più che la maggiormente celebrata Messa in mi m, stimo opera di gran valore e insigne addirittura, la Missa in honorem Sancti Laurentii, per la bella e magistrale condotta, la singolare nobiltà dello stile, per l’originalità che tratto tratto vi spicca, come nella chiusa del Credo [viene da chiedersi se non si riferisca alla chiusa della versione manoscritta]” [6]. “Un lavoro condotto con arte vera e con vera dottrina è pure la messa del cav. Roberti, scritta per sole voci. Ebbe lodi non poche e da tutti l’egregio e operosissimo compositore”[7].


Nota 6.  Fonte: V. di Marmorito, Giulio Roberti, in “Rassegna Nazionale”, 1891, anno XIII, pag. 3 e 4
Nota 7.  Fonte: “Gazzetta Musicale”, senza data

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Catalogo delle opere musicali

Opere liriche
Piero de’ Medici. Libretto di F. Guidi, Ricordi, Milano, senza data (1^ rappresentazione: Torino, 1849). Sono stati conservati solo i primi due atti.

Petrarca alla corte d’amore. Libretto di Francesco dall’Ongaro, Novello Ewer & Co., Londra, senza data (1^ rappresentazione: Torino, 1858), in 4 atti.

Riduzioni dell’autore per voce e pianoforte dalle opere
Da Piero de’ Medici:

Sola alfin son io – Sparì qual sogno rapido. Recitativo e cavatina di Eleonora dall’Atto I, scena III, G. Ricordi, Milano, senza data.

Io qui la rivedrò – Qui chi ti tragge, o improvido? Recitativo e duetto di Guido – Eleonora dall’Atto I, scena V, Ricordi, Milano, senza data.

Tutto si compia intero – Ah! Dal giorno ch’io ti mirai.Scena ed Aria di Guido dall’Atto III, scena V, Ricordi, Milano, senza data.

Da Petrarca:

Silenzio. Cavatina di Petrarca dall’Atto I, scena IV, con violoncello ad libitum, Novello Ewer & Co., Londra, senza data. La notte diffonde. Serenata di Momo dall’Atto IV, scena XII, Addison & Lucas, Londra, senza data.

Liriche per voce e pianoforte
Inspirations italiennes. Dodici duettini per piano e una o due voci, Schoenenberg, Parigi, 1851:

  1.    Primavera, duettino per 2 Soprani
  2.    Amore e pietà, duettino per Soprano o Tenore e Contralto o Basso
  3.    Allegria, duettino per Soprano e Contralto o Basso
  4.    Venezia, duettino per Soprano o Tenore e Contralto o Basso
  5.    La danza, duettino per Soprano e Contralto
  6.    Sempre uniti, duettino per Soprano e Tenore
  7.    Gabrielle, priere per Soprano
  8.    L’alba, serenade per Tenore
  9.    Son cieco, romance per Basso
  10.    La campana dei morti, chant élégiaque per Soprano o Tenore
  11.    Il mare, barcarolle per Contralto
  12.    La speranza, boléro per Soprano

Le papillon et les jeunes filles (parole francesi di E. Foucaux; parole italiane del conte Tasca), Flaxland, Parigi, 1852

Le retour du captif. Cantabile drammatico (parole italiane di M. D. Capellina; traduzione francese di Giulio Roberti), Flaxland, Parigi, 1852

Six mélodies (paroles de Mme. la Vicomtesse de Renneville), Flaxland, Parigi, 1852:
  1.    Ivonne aux cheveux d’or
  2.    Nanette la bouquetière
  3.    La consultation de Marguerite
  4.    Riez toujours
  5.    Rèsignation
  6.    Mignon

Le rat de ville et le rat des champs (Fable de La Fontaine), Lebeau aîné, Parigi, 1863

Six Trios for female voices and piano accompaniment, Ewer & Co., Londra, 1864:
  1.    Recollections – poesia di G. Griffin
  2.    Peace – poesia di Cowper
  3.    Fare thee well! The ship is Ready – poesia di Gould
  4.    Twilight – poesia di Lord Byron
  5.    The Night – poesia di Barry Cornwall
  6.    Charming little Valley – poeta non nominato

Sei terzetti da camera, per Soprano, Mezzosoprano e Tenore, F. Lucca, Milano, senza data:
  1.    L’ora che volge al desio
  2.    Pace
  3.    Valletta romita
  4.    Le notti
  5.    Rimembranze
  6.    Addio sul mare
Aprile.Romanza per Mezzosoprano o Baritono, A. Rocca, Torino, senza data.

Oh! Vieni meco. Barcarola, Campbell, Ransford & Co, Londra, senza data.

Quest’alma. Recitativo e Romanza, Oliver & Co., Londra, senza data.

Vorrei. Melodia per Mezzosoprano (poesia di Atenaide Zaira Pieromaldi), T. Cottrau, Napoli, senza data.

Dolore materno. Recitativo e romanza (poesia di D. Capellina), G. Cattaneo, Torino, senza data.

The child’s vision. A chamber duet for female voices (words from the German of Uland), Cramer & Co., London, senza data.

L’album di Nina. Canti veneziani di F. Dall’Ongaro, L. Berletti, Udine, senza data (poi ceduto alla casa editrice di Lucca ed infine a Ricordi):
  1.    Magari!, duettino per Soprano e Tenore
  2.    Che peca’!, duettino per Soprnao e Tenore
  3.    Sant’Ana, duetto per Soprano o Tenore e Contralto o Baritono
  4.    Nina in colera, Arietta
  5.    L’indovinelo, Arietta per Baritono
  6.    Delfina, Arietta

Invito al mare. An Italian duet, Addison & Lucas, Londra, senza data.

Faintly flow thou falling river. Vocal duet for female voices, Cramer & Co., Londra, senza data.

Mirth. Duet for female voices (words from the Songs of the Passion by Charles Swain), Cramer & Co., Londra, senza data.

Viva la danza. Terzettino per Soprano, Tenore, Baritono e pianoforte, Lamborn Cock Hutchings & Co., Londra, senza data.

Liriche per voce e pianoforte manoscritte
Sous les pampres verts, Arioso per voce e pianoforte, giacenza privata presso i discendenti.

Whither?, duet for female voices. Parole di Longfellow da “The German of Muller”, giacenza privata presso i discendenti.

Sunset, duet for female voices. Parole di Longfellow da “Goldenlegend”, giacenza privata presso i discendenti

Musica da camera
Quartetto in Fa M, per violino, viola, violoncello e pianoforte, Breitkopf & Hartel, Lipsia – Bruxelles – Londra, senza data Quartetto in Sol M, per 2 violini, viola e violoncello, Katto, Bruxelles – Parigi, senza data Trio de concert, per violino, violoncello e pianoforte, Launer, Parigi, senza data

Musica da camera manoscritta
Sestetto quasi concerto, per pianoforte, 2 violini, viola, violoncello e contrabbasso, giacenza privata presso i discendenti.

Sous les pampres verts, arioso per voce e quartetto d’archi, giacenza privata presso i discendenti Piccoli divertimenti, per flauto, 2 violini e violoncello, giacenza privata presso i discendenti:

  1.    Pace
  2.    Addio sul mare
  3.    Valletta romita

Musica sacra
Messa in mi minore, per 4 voci miste e grande orchestra, Novello Ewer & Co., Londra, 1863: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei.

Messa in mi minore, per 4 voci miste e pianoforte, senza indicazioni.

Missa in honorem Sancti Laurentii, per 4 voci miste, Calcografia “Musica Sacra” (detta Calcografica), Milano, dal 1877 e non dopo il 1884: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei.

Justus germinabit sicut lilium. Offertorio per Basso o Baritono e pianoforte, Novello Ewer & Co., Londra e New York, senza data.

O salutaris Hostia. Solo per Soprano o Tenore e pianoforte, Novello Ewer & Co., Londra, senza data.

O salutaris Hostia. Solo per Contralto o Basso e pianoforte, Novello Ewer & Co., Londra, senza data.

Tantum ergo. Solo per Soprano o Tenore e pianoforte, Novello Ewer & Co., Londra, senza data.

Quartetti vocali, per 4 voci miste con accompagnamento di harmonium o pianoforte, da “Hymns and Sacred Songs”, Lambert & Co., 1914?


  1.    Christ the Lord is risen today
  2.    Dear Little One how sweet Thou art, Christmas cradle-song
  3.    Crown Him the Virgin’s Son
  4.    O Thou, in whom our Love doth find
  5.    O Jesu, Saviour of the World!
  6.    Hear thy Children, gentlest Mother
  7.    Rest

Musica sacra manoscritta
Missa in honorem Sancti Laurentii, per 4 voci pari maschili, giacenza presso la Biblioteca del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze.

Justus germinabit sicut lilium. Offertorio per Basso o Baritono e grande orchestra.

Padre nostro, per voce e pianoforte, giacenza privata presso i discendenti.

Salve Regina, per Tenore, Basso e orchestra, giacenza privata presso i discendenti.

Lamentazione del Mercoledì Santo, per Basso solo e sestetto d’archi, giacenza privata presso i discendenti.

Lamentazione del Mercoledì Santo, per Basso solo e pianoforte, giacenza privata presso i discendenti.

Salmo 109 (Dixit Dominus), per 2 Tenori, Basso e orchestra, giacenza privata presso i discendenti.

Salmo 112 (Laudate pueri), per 2 Tenori, Basso e orchestra, giacenza privata presso i discendenti

Magnificat, giacenza privata presso i discendenti.

Musica per pianoforte
Deux Mazurkas de salon, E. et A. Giraud, Parigi, 1867.

Les feuilletts de Madeleine. Première suite de pièces composée pour sa fille, E. et A. Giraud, Parigi, 1869:

  1.    Semplice
  2.    Campestre
  3.    Misterioso
  4.    Piacevole
  5.    Zingaresco
  6.    Doloroso
  7.    Elegante
  8.    Giojoso
  9.    Drammatico
  10.    Pomposo

Abeille, valse brillante, Ed. F. Lucca, Milano, senza data.

The Franklin. Souvenir of the Ball on board the Franklin at Leghorn. A Polka, Novello Ewer & Co., Londra, senza data.

4 Pièces de Danse. Ed. Cottrau, Napoli, senza data.

Musica per pianoforte a quattro mani
Marcia vocale, F. Bianchi, Torino, senza data.

Musica corale
L’addio alla patria, trascrizione a tre voci da F. B. Mendelssohn, Pigna & Rovida, Milano, 1889?

Le départ, da “Morceaux de Concert” tome IV, L. Tinterlin et Co., Parigi, senza data.

Le rat de ville et le rat des champs (Fable de La Fontaine). Coro a 3 voci, Lebeau aîné, Parigi, senza data.

Armonia vocale, 50 Corali a 3 o 4 parti composti o ridotti e armonizzati dal Maestro Giulio Roberti, Cottrau, Napoli, senza data.

Il campanile di Giotto. Coro a 4 voci con accompagnamento di pianoforte, T. Cottrau, Napoli, senza data.

Festa del lavoro. Coro a 4 voci con accompagnamento, senza indicazioni.

Musica corale manoscritta
Marcia vocale strumentale, per coro a 4 voci ed orchestra, giacenza privata presso i discendenti.

L’ora che volge al desio, per coro a 4 voci ed orchestra su due terzine di Dante Alighieri precedute da altre terzine imitate da Byron, giacenza privata presso i discendenti.

Musica per orchestra manoscritta
Jeanne, valse, giacenza privata presso i discendenti.

Fantasia. Ouverture per grande orchestra per l’inaugurazione del “Palazzo di Cristallo” a Londra, giacenza privata presso i discendenti.

Musica per banda manoscritta
Marcia vocale strumentale, giacenza privata presso i discendenti.

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Catalogo degli scritti teorici

Opere musicologiche
Pagine di buona fede a proposito di musica, Tipografia G. Barbera, Firenze, 1867 [8]

La musica italiana a Lipsia, Firenze, 1878

Stefano Tempia studiato dal vero, Firenze, 1878 [9]

La Cappella Regia di Torino. 1515 – 1870, Roux e Favale, Torino, 1880

1550 – 1750. Due secoli di musica classica italiana, Roux e Favale, Torino, 1881 [10]

Due gare musicali a Venezia. 1364 – 1887, Edizioni Niccolai, Firenze, 1888

Recensione di: Giovanni Varisco, Enciclopedia Corale [11], manoscritto, giacenza privata presso i discendenti

Collaborazioni a: “Gazzetta Musicale di Milano”, “Gazzetta Piemontese”, “Rivista Storica Italiana” (Torino), “Rivista Musicale Italiana”, “I lunedì d’un dilettante” (Napoli), “La Nazione” (Firenze), “Gazzettino Livornese”, con i seguenti articoli:

  •    Il canto corale, in “Gazzetta Musicale di Milano”, 1874
  •    Alessandro Stradella, in “I lunedì d’un dilettante” del 5/4/1875
  •    Critica al saggio di Van Elewyck, Lo stato attuale della musica in Italia, in una lettera pubblicata su “La    Perseveranza” del 30/8/1875
  •    Il mio incarico di giurato ai concorsi di canto d’assieme di Malines e di Gand, in “Gazzetta Musicale di    Milano”, senza data [12]
  •    Francesco Augusto Gevaert [13], in “Gazzetta Musicale di Milano”, senza data [14]
  •    Claudio Monteverdi. L’artista e l’uomo nuovamente studiati, in “Gazzetta Musicale di Milano”, dal    7/9/1890 al 16/10/1890
  •    Critica al saggio di Emil Vogel, Marco da Gagliano, in “Rivista Storica Italiana”, vol. VIII, fascicolo I,    anno 1891
  •    La musica negli antichi eserciti sabaudi, in “Rivista Musicale Italiana”, 1896
  •    Critica su un’esecuzione della Lucia di Lammermoor a Torino, senza indicazioni
Illustrazione dei programmi di sala dell’Accademia di Canto Corale “Stefano Tempia”, per tutti i concerti da lui diretti

Biografia di Spontini, senza indicazioni [15].


Nota 8.  Raccolta di articoli apparsi su vari giornali negli anni precedenti
Nota 9.  Riprodotto nei nn. 48 e 49 dell’8/12/1878 e del 15/12/1878 del supplemento politico - letterario della “Gazzetta d’Italia”
Nota 10.  Nota introduttiva al Concerto Sacro – Istorico dato dall’Accademia “Stefano Tempia” il 14/4/1881
Nota 11.  Per l’Esposizione Musicale di Milano del 27/6/1881
Nota 12.  Ma riportato ne “La Nazione” del 6/10/1875
Nota 13.  (Huysse, Fiandra, 1828 – Bruxelles, 1908), musicologo e compositore belga.
Nota 14.  Ma riportato ne “I lunedì d’un dilettante” del settembre 1876.
Nota 15.  Citata da Roberti in Pagine di buona fede, pag. 142, ma probabilmente andata perduta


Opere didattiche
Lettura musicale e canto nelle Scuole Elementari e Normali d’Italia, Paravia, Torino, 1892.

Metodo di canto corale, Tipografia Claudiana, Firenze, 1878.

Corso elementare di musica vocale, in due parti, Tipografia Claudiana, Firenze, 1872 .

Canti a più voci senza accompagnamento, composti per le scuole elementari di Firenze dal 1871 al 1878 e per le scuole elementari di Torino dal 1879 al 1887, Regio Stabilimento Musicale Ricordi, Milano, Napoli, Roma, Palermo e Londra, 1887 (per la Francia ed il Belgio vedi Durdilly& Cie.)

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Ultimo aggiornamento 22 settembre 2006